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JACOPO DI CERA
Between

JACOPO DI CERA, Between
JACOPO DI CERA, Between
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A cura di Arianna Catania

 

Il “Grande Cretto” di Alberto Burri è un’opera immaginata per custodire il trauma: una grande superficie bianca in cui la memoria di Gibellina vecchia si è fatta materia, silenzio, forma definitiva. Con Between, Di Cera introduce dentro questa monumentalità un tempo diverso: non quello della Storia, ma quello essenziale, fragile e continuo della vita quotidiana.
La videoinstallazione a sei schermi nasce da uno shooting realizzato al Cretto che ha coinvolto gli abitanti di Gibellina di diverse generazioni mettendo in scena minimi gesti semplici: anziani che giocano a carte, una donna con la spesa, una bambina in bicicletta, una coppia che stende i panni, bambini che giocano a calcio. Azioni comuni, intime, familiari, che appartengono a qualunque luogo e che aprono una soglia inaspettata dentro il monumento. Riprese dall’alto e presentate in loop, le scene trasformano il Cretto in una costellazione di piccoli palcoscenici. Le figure appaiono anche attraverso le loro ombre: presenze sospese capaci di suggerire identità diverse. In questo scarto tra corpo e ombra, tra materia e immagine digitale, la vita scorre lenta accompagnata dal rumore del vento. Ogni schermo è una finestra sospesa tra passato e presente: ma la vita riportata simbolicamente nell’opera di Burri non cancella la ferita, non cerca di ricomporre il passato ma fa riemergere semplici forme di vita che riguardano tutti noi.
Between è dunque uno spazio intermedio tra ciò che è stato perduto e ciò che continua ad accadere, tra il peso della memoria e la leggerezza dei gesti ordinari. Il Cretto non diventa così semplice scenario, ma luogo abitabile in cui riemerge quella vita che trascorreva lenta nella vecchia Gibellina, lasciando aperta la possibilità che qualsiasi luogo possa tornare ad essere attraversato, abitato, immaginato.

 

BIO

Jacopo Di Cera (Milano, 1981) è un artista visivo che vive a Roma. Nel 2010 è tra i vincitori del concorso National Geographic. Nel 2016 realizza Fino alla fine del mare, progetto sul tema delle migrazioni e sulle imbarcazioni al largo di Lampedusa, esposto in musei, gallerie e fiere internazionali, tra cui Paris Photo, PAN di Napoli, MIA Photo Faire, Les Rencontres d’Arles. Nel 2017 espone durante la Biennale di Venezia ed è ospite sull’Edipo Re, l’imbarcazione di Pier Paolo Pasolini, all’Arsenale. Sviluppa Il rumore dell’assenza, dedicato al terremoto di Amatrice, e MiRo – Milano-Roma, progetto condotto per otto anni attraverso lo stesso finestrino. Dal 2017 sperimenta l’uso dei droni con Sospesi.
Dal 2020 si avvicina all’arte digitale con Infinity. Nel 2024 è selezionato dal Consolato Italiano a Dubai per la Dubai Art Fair; nel 2025 la fiera gli commissiona Retreat, installazione sul cambiamento climatico. Nello stesso anno è tra gli artisti scelti per Milano-Cortina con White Entropy a Malpensa. Nel 2026 presenta Shapes a Palazzo Regione Lombardia e artista di riferimento al Festival Mare d’Arte di Milano Marittima. Partecipa alla 61ª Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia nel Padiglione Sierra Leone.

 

In collaborazione con HF4 Communication

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